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Ministero della Salute, al via l’atto di indirizzo. Ecco cosa prevede

“Il valore inestimabile del sistema sanitario italiano è da sostenere ed accrescere con investimenti finalizzati a rafforzare la tutela del bene salute”. “La salute va considerata non più un costo ma un investimento da potenziare anche per rispondere a pandemie, invecchiamento, sfide della ricerca”. È in questi due concetti il senso dell’atto di indirizzo di cui si è dotato il Ministero della Salute per questo 2024. Un documento che segue interventi strutturali come la riforma dell’Aifa-Agenzia del Farmaco, la riarticolazione dei quattro dipartimenti e delle 12 direzioni generali del Dicastero e la nomina di un dirigente generale per il monitoraggio delle politiche ministeriali.

Le riforme ministeriali – Nell’anno chiave per la realizzazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il Ministero raccoglie due sfide trasversali a territorio ed ospedale: organizzativa e di valorizzazione del personale. Sul territorio l’obiettivo è realizzare – tra Case ed Ospedali di comunità, centrali operative e nuova assistenza domiciliare – servizi mirati in primis a pazienti cronici, fragili, soli in casa aiutabili con degenze brevi in strutture a medio-bassa intensità. La seconda sfida passa per medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, da rendere protagonisti dei modelli di assistenza e da responsabilizzare sotto il profilo della raccolta dati e dell’aggiornamento delle schede assistito. A cavallo fra territorio ed ospedale c’è poi la sfida della digitalizzazione dell’offerta sanitaria. Che parte dall’ospedale o, meglio, dalle 280 sedi di dipartimenti emergenza accettazione di 1° e 2° livello. Per alimentare i percorsi di presa in carico ospedale-territorio ai fondi del PNRR aggiungeremo quelli del Piano nazionale per gli investimenti complementari nell’ambito del progetto UE “Ecosistema innovativo della salute”.

La sfida dei percorsi ospedale-territorio – Il Ministero cita poi tra le sfide la gestione delle liste d’attesa dei ricoveri programmati e nuovi modelli nazionali di monitoraggio del percorso del paziente, “dal momento della presa in carico della domanda, all’inserimento in lista d’attesa, all’accesso al ricovero, fino alla sua dimissione”. Nel passaggio successivo ricorda i Piani nazionali che dovranno trovare adempimento. A fianco dei Piani Oncologico, Cronicità, Malattie rare, Prevenzione Vaccinale, Prevenzione, Antibiotico-resistenze, Dolore e Cure Palliative, cita il Programma Nazionale Equità nella salute.

L’altra faccia dell’autonomia – Previsto nell’Accordo Italia-UE sulla Programmazione della politica di coesione 2021-27, il Programma Equità nasce in realtà per rinforzare offerta sanitaria ed accesso alle cure in sette regioni tra Sud ed Isole in un momento in cui per regioni più ricche al Nord si profila maggiore autonomia nelle scelte, e disponibilità di risorse ad hoc. Quale organismo posto a sorveglianza del rispetto dei livelli essenziali di assistenza, per le sette regioni il Ministero indica quattro aree di intervento: contrasto alla povertà sanitaria; salute mentale; politiche di genere; maggior copertura degli screening oncologici. Saranno varati specifici Piani Operativi dove le sette regioni e l’Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti – INMP realizzeranno progetti in coerenza con il documento di programma approvato dalla Commissione Europea con risorse attinte tramite riparto ad hoc.

Un orizzonte triennale – Si citano infine dodici macro-aree dove andrà ad incidere la politica sanitaria dei prossimi tre anni: rafforzamento del sistema di prevenzione a garanzia del benessere del cittadino specie nelle fasce di popolazione a rischio; politiche innovative di ricerca sanitaria; aumento della sorveglianza epidemiologica a contrasto delle emergenze sanitarie; lotta alle diseguaglianze tra regioni; valorizzazione dei professionisti sanitari specie nelle aree del SSN più critiche e nel pronto soccorso; innovazione tecnologica con particolare riferimento ai dispositivi medici; implementazione del fascicolo sanitario e diffusione della telemedicina e dei dati sanitari: ammodernamento delle strutture organizzative ministeriali; educazione sanitaria; promozione dei corretti stili di vita; interventi su benessere animale e sicurezza alimentare; politiche internazionali in particolare su programmi comunitari cui il nostro paese ed il nostro SSN possono dare impulso.

Fonte: sanità33.it